Pubblichiamo la lettera scritta da Giuseppe Marsala e letta sul palco la serata di chiusura della campagna (8 giugno 2017).

Cara città, abbiamo un piano per Palermo

darle spazio, rinfrescare l’aria, farle respirare ancora di più profumo di sinistra.
Abbiamo un piano per l’infanzia, per la scuola, per la cultura, per il lavoro, per il welfare, per l’economia e per l’ambiente. Ce l’abbiamo perché partiamo da una parola chiave che sono i diritti. Quelli che riguardano la vita di tutte le persone nel rispetto e nella valorizzazione di ogni differenza: di genere, di età, di religione, di provenienza, di opinione, di censo, di progetto di vita.
Abbiamo un piano per Palermo e ci candidiamo a lottare con lei e per lei e a governarla insieme ai cittadini e alle cittadine uniti intorno alla candidatura di Leoluca Orlando.
Ci candidiamo a governare Palermo perché, nella pratica civica e politica quotidiana, gli uomini e le donne di SX Comune hanno imparato a conoscerne la sua forza e la sua miseria, la sua bellezza e la sua durezza; i suoi drammi sociali e le inedite, generose, sorprendenti, risposte che la città negli anni ha saputo dare.
Ci candidiamo a lottare con Palermo perché abbiamo sulla pelle le sue antiche e nuove cicatrici e perché abbiamo imparato a riconoscere le sorprendenti risorse che la città ha saputo mettere in campo nei suoi momenti più drammatici: dalla reazione alla violenza mafiosa, al deserto della destra berlusconiana, e sino alla costruzione di percorsi di civismo democratico e di cittadinanza attiva che rappresentano nei fatti la sinistra sociale della città. Una sinistra che è una rete ampia, che è molto più che la somma delle singole forze organizzate tradizionali e che fa di Sx Comune il vero tratto di novità della politica a Palermo.
Abbiamo un piano perché Palermo è oggi pronta a sperimentare una nuova e aggiornata stagione di municipalismo capace di valorizzare le esperienze e le risorse della città. Ma nel farlo sa guardare a ciò che di nuovo le fiorisce intorno, anche lontano da qui; pensiamo alla straordinaria proliferazione di talenti, che partendo da Palermo girano l’Europa – e a cui noi dobbiamo dare, ben inteso, l’opportunità di vivere anche qui, se vogliono, questo talento – ma che vivono il territorio europeo non come emigranti ma come palermitani cittadini del mondo;
e guardiamo alla straordinaria capacità della città di accogliere e convivere con chiunque, uomini e donne, da qualunque parte del mondo essi provengano.
Ci candidiamo a governare Palermo, in nome delle tante cose fatte e delle tante cose ancora da fare; E in nome del il suo straordinario potenziale umano, sociale, culturale, sapendo che ciò significa candidarsi a governarne la sua faticosa ma generativa complessità.
E lo facciamo mettendo al centro i diritti perché essi, e solo essi, possono garantire sicurezza, convivenza civile, istruzione, welfare, lavoro.
Mettiamo in alto il loro valore fondante perché solo essi possono sottrarre il lavoro alla speculazione clientelare con cui la mafia ne ha gestito e drogato il cosiddetto “mercato”.
E che oggi vorrebbe tornare prepotentemente a farlo dispiegando quei mezzi e quei metodi della politica che non ci piacciono, che da sempre combattiamo e che speravamo di poter relegare solo al passato..
Parliamo di diritti perché è in questa chiave che va pensato il tema della mobilità delle persone, inteso come opportunità democratica di accessibilità alla città in tutte le sue parti e da tutte le sue parti.
Parliamo di diritti perché pensiamo che una città policentrica allarghi la possibilità delle comunità di autodeterminarsi di più; e di costruire percorsi che dal basso ridisegnino le città. Perché pensiamo che la partecipazione ai processi decisionali è l’unica garanzia perché essi non siano concessioni dall’alto ma capacità di una comunità di crescere insieme mettendo in comune e al centro gli interessi collettivi.
E parliamo di diritti perché crediamo che lo siano l’energia, l’acqua pubblica, l’aria pulita; ma che lo siano anche la libertà di amare chi vogliamo qualunque sia il suo sesso, e che dove c’è amore c’è diritto a tutti i diritti.
Parliamo di diritti perché crediamo che la parità di genere non sia un problema di quote rosa ma sia piuttosto rendere donna i nostri linguaggi, le nostre parole, i nostri modi di stare insieme. Perché crediamo che dell’essere donna non conti solo il riconoscimento di una biologia, ma soprattutto il riconoscimento delle donne come costruttrici e portatrici di narrazioni e di culture.
E sono diritti le strade, le piazze, i luoghi della cultura.
Perché crediamo al Diritto alla Cultura intesa come la capacità delle arti di interpretare le istanze di una comunità e darle voce, darle forma, darle linguaggio. Ma sappiamo che il Diritto alla Cultura coincide con la Cultura dei Diritti. Ed è di questo che ci sentiamo soprattutto Capitale.

Ci candidiamo, dunque, a lottare e governare perché nel tempo triste dell’antipolitica, delle retoriche del nuovismo e del populismo digitale, crediamo che l’unica strada sia quella della politica nel senso più alto e nobile del termine. Quella che ci fa avere una visione del mondo e delle società.
E questo percorso di visione non possiamo che farlo con Leoluca Orlando, l’unico che ancora oggi guarda a Palermo con questa prospettiva. Una prospettiva aggiornata al tempo presente, che vuole consegnare il destino della città nelle mani di un progetto e delle tante donne e dei tanti uomini che…lo sanno fare.
È questo, io credo, il senso più importante dell’invito a Fare Squadra.
Uno slogan che guarda ai cittadini non più come ad una comunità di destino ma come ad una comunità di progetto in cui i prossimi 5 anni non saranno solo il terreno entro cui scegliere il candidato sindaco del 2022. Ma saranno soprattutto il campo delle pratiche che sanciscano definitivamente che… La città lo sa fare.
Volere Leoluca Orlando sindaco, infine, non significa solo dare continuità amministrativa ai cinque anni appena trascorsi.
Ma significa soprattutto il compimento vero della lunga stagione del riscatto di Palermo. Una stagione che va da Portella della Ginestra ad Almaviva, da Danilo Dolci al Mediterraneo Antirazzista, da cortile Cascino a Ballaro’, a Borgo nuovo, a Borgo vecchio allo Zen; da Peppino Impastato a Padre Puglisi da Franca Viola al Pride passando per i lenzuoli sui balconi dopo le stragi del ‘92 e a quelli stesi sui poveri corpi di tutte le vittime della mafia.
Ripartendo, dunque, dalla primavera interrotta, e poi riiniziata, che questa stagione capace di attraversare 4 generazioni può oggi finalmente trovare il suo definitivo compimento. E’ in nome di questa stagione che la sinistra a Palermo si è riunita e sostiene la candidatura a Sindaco di Leoluca Orlando

Cara Città, Abbiamo un piano per Palermo. E lo sappiamo anche suonare bene. E dunque W la musica, W Orlando, W Palermo e Sinistra Comune!

Disegno di Alvaro Siza©

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