Confronto con amministratori partecipate. SC: “i servizi locali devono continuare ad essere pubblici”

“Bisogna migliorare la qualità. Lo spettro della privatizzazione è sempre presente, indispensabile modificare contratti di servizio.”

(Palermo, 08/10/2018) – “I servizi locali devono continuare a rimanere pubblici ma è fondamentale che migliori la qualità dell’offerta, altrimenti si corre il rischio che, in nome dell’efficienza, si rimetta in moto la campagna culturale per la privatizzazione.”
Lo ha affermato Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune, aprendo i lavori dell’iniziativa pubblica organizzata da SC ieri, che ha visto la presenza degli amministratori unici delle aziende partecipate del Comune di Palermo.
“Se la città è sporca, se in alcune zone non c’è illuminazione pubblica, se in alcuni quartieri l’acqua arriva a giorni alterni e il servizio di trasporto pubblico non è efficiente, bisogna rimettere mano ai piani industriali delle aziende e riscrivere i contratti di servizio così da garantire un servizio pubblico adeguato alle esigenze della città.  “Sinistra Comune – ha concluso Catania – è pronta a fare la sua parte poiché il miglioramento della qualità dei servizi pubblici è prioritario per evitare che, nel 2022, vincano le elezioni i fautori della privatizzazione dei servizi.” 

 

Dopo gli interventi di Giuseppe Norata, Mario Butera, Maria Prestigiacomo e Michele Cimino, rispettivamente amministratori unici di Rap, Amg, Amap e Amat ha concluso i lavori Antonella Leto, del coordinamento di Sinistra Comune, la quale ha sottolineato che: “bisogna mettere in sicurezza, attraverso la partecipazione dei cittadini e la garanzia delle risorse economiche, i beni comuni come l’acqua e l’energia per garantire la conversione ecologica della società e l’economia circolare. Bisogna rimanere vigili perché a livello regionale e statale si stanno attuando politiche che rischiano di compromettere il carattere pubblico dei servizi locali. Chiediamo ai presidenti non solo di gestire meglio l’ordinario ma di progettare in forma partecipativa e condivisa lo straordinario, una rivoluzione culturale che punti sull’innovazione. Il passaggio da Spa ad aziende è cruciale in questa prospettiva, a nostro giudizio”.

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