Gli arresti, i programmi costruttivi e il nostro ruolo per impedire le speculazioni

La vicenda giudiziaria, legata all’approvazione di sei programmi costruttivi, che ha portato all’arresto dei capigruppo di PD e Italia Viva e di alcuni funzionari del Comune di Palermo deve indurci ad una riflessione sulla natura del potere nella nostra città e sulle pericolose interessenze che attraversano la politica e gli affari.
A maggior ragione se coinvolgono soggetti politici con i quali governiamo la città di Palermo.

Tuttavia, dalla lettura dei fatti, emerge con forza il nostro ruolo di argine e la nostra capacità di lettura dei fenomeni che ha impedito la realizzazione di progetti su cui si stavano addensando interessi elettorali, economici e speculativi.

Dalle intercettazioni telefoniche, agli atti dell’inchiesta, diversi consiglieri comunali, parlando tra loro, si chiedono quale fosse la posizione di Sinistra comune ed in particolare del consigliere Giusto Catania, capogruppo e componente della commissione urbanistica.

“Catania fa ostruzionismo” afferma Giovanni Lo Cascio, presidente della commissione urbanistica, in una conversazione telefonica intercettata.
Quindi malgrado la nostra presenza in maggioranza avevamo manifestato esplicitamente i dubbi sulla natura di questi interventi: anche in diverse riunioni della commissione urbanistica (i verbali sono pubblici!) erano emerse le perplessità sulle realizzazione dei sei programmi costruttivi.

Il gruppo di lavoro sull’urbanistica di Sinistra Comune, composto da professionisti della nostra organizzazione, aveva avuto occasione di analizzare i progetti e, pur sottolineando la diversità degli interventi, si era espresso in modo esplicito per un bocciatura delle sei proposte.

Il cambio di destinazione d’uso di queste aree industriali dismesse avrebbe consentito ad alcune cooperative di costruire palazzi.
Queste delibere sono rimaste ferme all’ordine del giorno del Consiglio comunale per anni. La svolta sulla vicenda è avvenuta con il rimpasto di giunta con il quale Giusto Catania (che aveva già manifestato dubbi sui programmi costruttivi) ha assunto la delega all’urbanistica.
Il 23 ottobre 2019 il sindaco Leoluca Orlando convoca una giunta tematica con un solo punto all’ordine del giorno: Piano Regolatore generale. È l’occasione per assumere decisioni politiche complessive sulla variante generale. Tra i nodi da sciogliere prima di chiudere il Piano regolatore ed inviarlo al Genio Civile c’è la destinazione delle aree industriali dismesse.
L’esito della riunione politica della giunta è una notizia che viene raccontata dalla stampa cittadina: su proposta dell’assessore Giusto Catania e dell’assessore Prestigiacomo la giunta decide che le aree industriali dismesse sarebbero state utilizzate per garantire il fabbisogno di edilizia pubblica, necessarie a rispettare le esigenze abitative della città, sottraendole alla disponibilità delle cooperative.

Una scelta politica chiara che, indipendentemente dall’indagine in corso (la notizia che la Guardia di Finanza aveva sequestrato gli atti dei sei programmi costruttivi era uscita sulla stampa), consentiva di risolvere uno dei temi fondamentali per la definizione dello strumento urbanistico.

Nella stessa giornata il sindaco convoca la maggioranza consiliare, comunica la decisione della giunta e propone alla maggioranza consiliare di bocciare i sei programmi costruttivi all’ordine del giorno cosi da consentire di destinare le aree industriali dismesse per soddisfare le esigenze di edilizia pubblica.

La maggioranza consiliare accoglie senza esitazione la proposta del Sindaco, esprimendo soddisfazione sul fatto che fosse arrivata un’indicazione chiara su progetti che da troppo tempo giacevano all’ordine del giorno e sui quali si rischiava il commissariamento della Regione.

Il Consiglio comunale è chiamato a votare sui sei programmi costruttivi il 7 novembre 2019. Dalla lettura del verbale della seduta emerge con forza che Sinistra Comune è l’unico gruppo consiliare che si attiene all’indicazione politica del Sindaco, senza alcuna esitazione.
L’unico consigliere della maggioranza che interviene in aula è Fausto Melluso, componente della commissione urbanistica, il quale nel suo intervento chiarisce le ragioni del voto contrario dell’intero gruppo, compattamente presente in aula.

In Consiglio comunale la maggioranza si spacca in tre pezzi: tre consiglieri votano a favore dei programmi costruttivi; nove si astengono; votano contro solo i quattro consiglieri di Sinistra Comune  – Barbara Evola, Fausto Melluso (link al video dell’intervento del 07/11/2019), Katia Orlando Sinistra Comune e Marcello Susinno – Consigliere Comunale ai quali si aggiungono tre consiglieri della minoranza che scelgono di rimanere in aula.
I programmi costruttivi vengono bocciati; il piano regolatore generale della città di Palermo, con la nuova destinazione urbanistica relativa alle aree industriali dismesse, viene definito e, nel giro di pochi giorni ( il 29 novembre 2019) viene inviato all’Ufficio del Genio Civile.
Questa è solo una cronaca dei fatti che dimostra l’importante lavoro svolto dalle nostre compagne e dai nostri compagni per tutelare il territorio della città e per garantire la trasparenza e il buon governo.

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