Inceneritori: stop del comitato scientifico guidato da Angelini un atto dovuto

“La Regione assuma le proprie responsabilità sul fallimento della gestione rifiuti”

Dal 2025 l’Europa vieterà l’incenerimento di tutti i materiali compostabili, recuperabili e riciclabili; anche gli avveniristici inceneritori con le piste da sci di Copenaghen saranno dismessi. Per costruire un inceneritore ci vogliono da 5 a 10 anni e nel frattempo qualcuno continuerà ad arricchirsi esportando i rifiuti fuori dall’Isola con extracosti proibitivi, dato che nessuna programmazione e investimento è stato fatto in questi anni dalla Regione Sicilia sull’impiantistica pubblica necessaria al trattamento e riciclo dei materiali.Sono sufficienti questi due dati per comprendere che gli inceneritori non sono una soluzione ma un aggravio del problema, che va nella direzione del l’arricchimento di pochi a discapito dell’ambiente, della salute e delle comunità. Discariche private ed interessi illeciti hanno lucrato per anni grazie ad una “emergenza” che in Sicilia è strutturale. La stessa emergenza che serve oggi a Musumeci ad annunciare il bando per l’incenerimento. Solo una parola: vergogna governo regionale, vergogna a chi per il centro destra si candida alla guida della città indicando come soluzione al problema dei rifiuti la costruzione di un mega inceneritore anche a Bellolampo.

Dopo l’incenerimento che produce emissioni gassose cancerogene, rimane la frazione di scorie che va dal 22 al 27% e che va smaltita a costi quadrupli in discariche speciali. Più materiali si inceneriscono, meno ne vanno per il recupero delle materie prime seconde da reimmettere nel ciclo produzione-consumo, (denaro contante). Se la raccolta differenziata decolla come ci chiede l’Europa, mancherebbero i rifiuti per alimentare gli inceneritori. Insomma una truffa per i cittadini e un disastro per l’ambiente, che ci da la misura della inadeguatezza culturale e politica delle destre al governo regionale e di quelle che si candidano a guidare Palermo nel 2022. Ripensare il ruolo delle partecipate in questo ambito e mettere in cantiere una riforma che risponda ai requisiti di efficienza, efficacia, economicità, ed aggiungiamo di partecipazione del servizio pubblico resta una priorità sulla quale Sinistra Comune chiamerà a breve ad un confronto pubblico.

Lo dicono i portavoce Sinistra Comune: Alberto Mangano, Antonella Leto, Luigi Carollo e Ramon La Torre

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