Ermanno Giacalone

Ermanno Giacalone

Parole chiave: cultura, università, amministrazione.

Ricercatore di Analisi Matematica presso l’università di Palermo dal 1984 al 2015.
Vicepresidente dell’Opera Universitaria dal 1992 al 1996
Consigliere comunale dal 1997 al 2001 e dal 2006 al 2007.
Presidente della Commissione del Consiglio Comunale di Palermo Cultura Pubblica Istruzione Sport e Turismo dal 1997 al 2001.
Iscritto alla Federazione Giovanile Comunista dal 1968 e al PCI dal 1972, poi a Rifondazione Comunista dal 1996 al 2008, ho coordinato e rappresentato a Palermo L’Altra Europa con Tsipras dal 2014, un’esperienza nella quale ho trovato due elementi, dal mio punto di vista, fondamentali:

  • la battaglia contro l’austerity che ha causato il taglio drammatico del welfare e colpito soprattutto le comunità locali costrette, dai minori trasferimenti da parte dello Stato, a ridurre drasticamente investimenti e servizi ai cittadini;
  • favorire il ricomporsi di una sinistra capace di riportare al centro dell’agenda politica i diritti e i bisogni delle persone nella cornice di uno sviluppo ecologicamente sostenibile e di politiche di accoglienza e di pace.

Ho accettato così di candidarmi in questa lista che sostiene Orlando perché ritengo che le condizioni attuali non consentano una scelta diversa (non possiamo infatti accettare il rischio di riconsegnare la città a Forza Italia o agli uomini di Cuffaro, né tanto meno di consegnarla alla inadeguatezza del candidato dei 5 stelle).
L’esigenza è però quella di costruire uno sviluppo sociale della città politicamente diretto e ordinato a fini nei quali possa riconoscersi la grande maggioranza dei palermitani. E per far questo è indispensabile innanzi tutto riportare la Sinistra ai suoi valori fondanti, riprendere il cammino della rappresentanza dei bisogni e dei diritti delle classi sociali che non abbiamo più saputo ascoltare da quando abbiamo lasciato che i luoghi del malessere venissero occupati dal malaffare e da politici venditori di illusioni.
E’ necessario ritornare alla cultura del conflitto sociale e abbandonare una volta per tutte l’atteggiamento autoreferenziale, privo di azioni adeguate, snobbistico, che ha aumentato la distanza tra noi e la gente e alimentato la sfiducia verso la politica lasciando credere che tutto potesse dipendere, nel bene e nel male, dal Sindaco o dai suoi assessori.
Cosa vorrei? Vorrei tutto. Forse è troppo ma mi basterebbe che a Palermo si realizzassero quelle condizioni di vivibilità, di funzionamento dei servizi, di mobilità, di assistenza sociale per poterla veramente riguardare come una città “normale”, una città europea e multietnica.
Per questo sogno non basta la forza di un singolo individuo: serve una intelligenza collettiva per intervenire e lavorare sul bene comune, per sconfiggere la “ragion di stato” e piegare la prassi amministrativa alle concrete esigenze dei cittadini. Per raggiungere questo obiettivo serve mettere in moto un processo democratico e partecipato di costruzione delle decisioni, fin qui irrealizzato, anche per l’assenza nel Consiglio Comunale di una rappresentanza effettiva, numericamente significativa, della Sinistra, che è invece la ragione per cui voglio battermi e mettermi al lavoro ancora una volta
Non possiamo “rimproverare al passato di non aver compiuto il compito del presente”.

email: ermannogiacalone@gmail.com
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