Ettore Sorrentino

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Parole chiave: musica, cultura, beni comuni.

Le ragioni della mia candidatura

Ho deciso di candidarmi immaginando che con me si candidi, attivamente, una comunità viva di promotori e agitatori culturali le cui energie hanno permesso a Palermo di essere un centro tendenzialmente nevralgico del discorso artistico-musicale contemporaneo. Mi candido, inoltre, nelle liste di Sinistra Comune perché questo progetto nasce da una orizzontalità costituente non scontata, nella quale la partecipazione dal basso è stata reale. Le proposte generali elaborate nei suoi “tavoli di ideazione”, che guideranno l’azione amministrativa della città, muovono infatti da determinati valori che sono anche i miei: partecipazione, inclusione sociale, diritti, beni comuni, ecosostenibilità. Un progetto politico complessivo, che promuove il carattere pubblico dei servizi e dei beni, le politiche di accoglienza e cittadinanza, le pratiche di conversione ecologica.
Se verrò eletto, mi farò carico di tali istanze e sarò portavoce, nello specifico, di alcune questioni decisive per gli operatori culturali della città. Innanzitutto l’esigenza di ragionare su progettualità  concrete e di lungo periodo. La qual cosa implica anche un ragionamento approfondito sugli spazi – pubblici, privati e comuni – adibiti o da adibire alla produzione e alla fruizione di musica e spettacoli, oppure da restituire alla città una volta resi agibili. Ed è proprio dentro a un progetto capace di sviluppare ulteriormente la vita culturale di Palermo che rifletto da tempo con colleghi, amici e compagni circa l’utilità di istituire una sorta di censimento cittadino delle competenze artistiche e musicali. Sono convinto, infatti, che il futuro di una città come Palermo non possa che passare da una valorizzazione culturale in grado di coniugare antico e contemporaneo, tradizione e decostruzione delle identità, codici passati e presenti. Un approccio “trasversale” che ho già sperimentato quando, insieme al collettivo 180gr (rigorosamente dedito al vinile), ho fatto risuonare i giradischi all’interno del mercato storico del Capo. Un vero e proprio intervento sul tessuto urbano che, senza snaturarne l’essenza, lo ha condotto dentro giochi discorsivi contemporanei.

La “questione movida”

Sono convinto che la “questione movida” non possa esclusivamente essere risolta o affrontata attraverso interventi repressivi. Si tratta, al contrario, di dare un senso all’entertainment serale e notturno, di riempirlo di contenuti culturali. Di immaginare, cioè, una movida meno vuota. Pertanto di costruire situazioni e interventi culturali all’interno del tessuto urbano interessato dal fenomeno e tali da mettere gli utenti della movida cittadina nelle condizioni di vivere esperienze arricchenti che, gioco-forza, inciderebbero sui loro comportamenti in modo presumibilmente costruttivo. Non è, certo, una soluzione immediata. La proposta di cui discuto va declinata nel lungo periodo, implica un coordinamento tra operatori del settore, istituzioni pubbliche, esercenti e abitanti, pretende un’impegnativa pianificazione e, soprattutto, necessita di una visione di città aperta e viva. Certo è, comunque, che le facili misure in chiave innanzitutto repressiva siano solo apparentemente fulminee, rivelandosi, alfine, sostanzialmente inefficaci.

Frammenti di un’autobiografia in musica

Conseguo la laurea al Dams di Palermo con una tesi sul cinema degli anni Settanta (Blaxploitation e Poliziottesco) dopo aver frequentato, a Roma, la “Scuola di Critica Musicale” (specializzandomi in ambito black: soul, funk, jazz). Occuparmi di musica e cultura, nelle multiformi vesti di produttore, musicologo, critico, promotore di spettacoli, diventa così il principale impegno della mia vita. Inizio dunque a lavorare come addetto stampa per l’associazione culturale “Jungle Syndacate”, per il Festival Internazionale di Musica Elettronica Wintercase (di cui sono stato anche co-ideatore e art director) e per diversi locali impegnati nell’organizzazione di concerti e dj set di artisti internazionali. Ho, intanto, scritto di musica e spettacolo per il Giornale di Sicilia e per riviste underground e in senso lato contro-culturali come Cyberzone; ho collaborato con blog stranieri quali Italo Deviance ed Electric Spamking e ho gestito personalmente Magazzini Ark, specializzato in culture alternative. Come dj e produttore ho fondato un progetto disco-house (RotaryDisco76) e condiviso la realizzazione dell’LP di PierPablo (uscito per la palermitana Brusio Netlabel).
Attualmente partecipo in qualità di artista e collaboratore al MainOFF – Festival Internazionale delle Musiche e delle Arti Elettroniche, tentando di diffondere, insieme al suo staff, suoni “altri” ed estetiche inusuali. Ho, insomma, un profilo biografico piuttosto chiaro; la passione per la musica e il testardo convincimento che possano darsi forme di socialità cooperative e coinvolgenti mi hanno spinto a tessere relazioni, a intrecciare traiettorie, sogni e desideri, a operare in dimensioni collettive per propagare cultura, promuovere e sedimentare “scene”, convinto che l’esperienza dell’entertainment non debba ridursi al consumo effimero di contenuti banali.

email: ettoresorrentinopalermo@gmail.com
facebook: www.facebook.com/EttoreSorrentinoPalermo
twitter: @sorrentino2017

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