Giusy Mortillaro

Giusy Mortillaro

Parole chiave: diritti e dignità, bene comune.

Sono una donna di 53 anni, (allo stato attuale single). Provengo da un quartiere di periferia e quasi da sempre mi sono dedicata al volontariato in lavori di gruppo nell’organizzare ed operare nell’ambito sociale,in modo particolare nella struttura parrocchiale,relazionandomi con fanciulli ed adulti,nell’ascoltare e venire incontro alle esigenze ed ai fabbisogni di ognuno. Ho sempre svolto un lavoro nel settore sanitario della medicina di base. Il rapporto quotidiano con decine di altri cittadini, mi ha permesso di crescere nella capacità di ascolto, e stare a contatto con il pubblico mi permette di misurare servizio e disponibilità. Oggi scelgo di candidarmi perchè credo ancora ad una governabilità vera e ricca di ideali che può rispondere alle esigenze di un popolo che per la maggior parte mostra scetticismo.

Penso ed affermo che non si può gettare la spugna e non si può tornare indietro.

Io sono pronta a collaborare, a lavorare per una “Città”

ALBERGO: incentivando l’offerta di “camere” ai turisti, chiedendo ai proprietari di immobili o comunque di case sfitte, di offrire la loro casa al fine di ospitare visitatori della nostra città. L’offerta partecipativa va incentivata attraverso una fiscalità di favore sul bene, in cambio, il Comune, otterrà un forte recupero economico attraverso una maggiore attesa di entrate sulla ricchezza prodotta; SPORT: lo sport non più contro l’uomo, quello professionistico ne è l’esempio, ma recuperare tutto il mondo del volontariato e non che ruota intorno al “dilettantismo”. Praticare sport, gareggiare vuol dire educare i cittadini ad una migliore comprensione di se ed al piacere della “partecipazione”, con i vantaggi attesi si otterranno benefici “migliore stato di salute “ dei giovani; BOTTEGA: i giovani. Implementare il rapporto “mondo della scuola”, “mondo del lavoro”. Ai giovani verrà data la possibilità di presentare dei progetti che, tutti insieme formeranno un unico corpo che potrà essere finanziato attraverso Cassa depositi e prestiti, UE, Ministeri/Prefettura, Fondazioni. L’Ente dovrà creare una struttura “pubblico/privato” per velocizzare la parte burocratica. Il Comune potrà partecipare alle iniziative che riterrà utili ai fini pubblici, attraverso un atto di indirizzo annuale. L’azione consentirà di ricreare un tessuto di artigiani la cui eredità da ancora oggi lustro a questa città. Arruolare artigiani e quant’altro, a riposo, permetterà una più rapida crescita in qualità e quantità. Il supporto dovrà basarsi sulle più moderne tecniche di Marketing, ricerche di mercato, web, e-commerce, ottimizzazione delle spese logistiche, partecipazione a fiere e mercati di settore. La compensazione di questa voce sarà: “la compartecipazione”. Dovranno essere preferiti le periferie ed il centro storico. Le garanzie necessarie dovranno essere predisposte dal comune, per esempio attraverso il patrimonio sottratto alla mafia; ROSA: le donne. Lo svantaggio socio economico delle donne è chiaro in tutto il paese, nella nostra città non è da meno, anzi. Particolari categorie sociali di donne pagano un prezzo ancora più gravoso. Le mamme che rimangono “vedove temporanee”, perché i loro compagni sono alle prese con condanne o costretti ad allontanarsi, sono soggetti particolarmente deboli e sovraesposte a tutta la crudeltà che il genere umano è capace. Il luogo di predilezione, per la pubblicizzazione e il reclutamento, sarà “la parrocchia”. Ad oggi ancora intesa come luogo di rifugio e aggregazione. Le iniziative dovranno consentire loro di garantirsi un reddito, di creare una cintura di sicurezza, attraverso la condivisione di esperienza di micro imprenditorialità. Ad esempio “stireria diffusa”, piccola sartoria, riparazioni, confezionamento di tessuti, sostegno alle persone anziane, ai bambini, cuoche a domicilio. La triangolazione, Parrocchia, Scuola, Quartiere, permetterà la progettazione particolareggiata delle filiere necessarie all’avvio ed al sostegno delle iniziative. Verrà implementato il senso civico di appartenenza, di solidarietà e di giustizia. Si dissemineranno laboratori “partecipati” come orti, fiori, comunicazione. Avvantaggiata sarà la scolarizzazione della popolazione coinvolta, mamme figli e quanti ne faranno richiesta. L’attesa del quotidiano sarà mitigata.

Il Comune sarà al centro dei cittadini più deboli, che vedranno quel “filo rosso” quale “Bene Comune”, attualizzato e sottoscritto attraverso il percorso del “Bilancio Partecipato”.

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